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Il Caso Soldati

Bologna, 15 novembre 2018. La maestra restauratrice Margherita "Rita" Soldati, fondatrice della cooperativa Aldina Restauri, viene trovata senza vita all'alba nel laboratorio degli incunaboli, sotto l'arco quattrocentesco di via dei Libri Antichi. Un odore di carta vecchia, una luce fredda dalla finestra, una donna a terra accanto a una cassettiera in noce. Aveva 58 anni. La polizia parla, prudentemente, di "circostanze da chiarire".

1. Apertura del caso

Data scoperta: 15 novembre 2018, ore 07:15

Luogo: Cooperativa Aldina Restauri, via dei Libri Antichi 7, Bologna

Vittima: Margherita Soldati, 58 anni, fondatrice e maestra restauratrice

Il corpo viene rinvenuto dal restauratore senior Stefano Bertacchi e dalla socia Caterina Vallone, primi ad arrivare in cooperativa. La signora Soldati giace prona accanto alla cassettiera ottocentesca del laboratorio incunaboli, con un trauma evidente alla tempia destra. Le luci sono spente, la porta principale è chiusa a chiave dall'interno. Sul tavolo, una tazzina pulita e un fascicolo aperto su un libro d'ore quattrocentesco in restauro per la collezione Galvani. Nessun segno di effrazione.

2. Referto medico legale

ISTITUTO DI MEDICINA LEGALE — UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Pratica n. 2018/4471 — Soldati, Margherita

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Causa di morte: trauma cranico contundente alla regione temporale destra, compatibile con caduta o spinta contro spigolo ligneo. Frattura dell'osso temporale, emorragia subdurale acuta.

Orario stimato del decesso: tra le 21:00 e le 22:30 del 14 novembre 2018.

Esame tossicologico: riscontrata presenza nel sangue di benzodiazepine (Lorazepam) in concentrazione superiore al dosaggio terapeutico. La vittima non risultava titolare di prescrizione attiva per tale farmaco.

Note: non risultano segni di colluttazione sotto le unghie né lesioni difensive. Lievi ecchimosi alla spalla sinistra, compatibili con caduta o spinta. Nessun segno di violenza sessuale.

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Firmato: Dott.ssa Elena Maraini, medico legale — 15.11.2018

3. I sospettati

Caterina Vallone

Caterina Vallone, 45 anni

Socia cooperativaRestauratrice seniorContabilità

Compagna storica di Rita dal 2003, gestisce amministrazione e clienti. Precisa, fredda, considerata da molti "il braccio destro spinoso" della fondatrice. Negli ultimi mesi i rapporti con Rita si erano fatti tesi su alcune decisioni di gestione. Ultima a lasciare la cooperativa, in genere, ma quel pomeriggio è uscita prima del solito.

Stefano Bertacchi

Stefano Bertacchi, 34 anni

Restauratore seniorAllievo storico

In cooperativa da dieci anni, considerato il "delfino" di Rita. Educato, riservato, vive solo. Tutti lo descrivono come il preferito della Soldati. È rimasto in laboratorio dopo l'orario di chiusura per "un'urgenza" e poi, per sua dichiarazione, è andato a cena in pizzeria. Negli ultimi mesi seguiva personalmente il restauro del prezioso libro d'ore Galvani, affidatogli da Rita in prima persona. È tra i primi due ad aver scoperto il corpo la mattina seguente.

Lorenzo Marfisi

Lorenzo Marfisi, 28 anni

Restauratore juniorTalento promettente

Giovane restauratore di grande talento, da due anni in cooperativa. Una settimana prima dell'omicidio era stato pubblicamente rimproverato da Rita davanti a tutti i colleghi per un errore su un manoscritto bolognese. Era furioso. La sera dell'omicidio era al bar Voltone, ma è stato visto uscire e rientrare in stato confusionario.

Pietro Galvani

Pietro Galvani, 41 anni

ClienteErede industriale

Figlio del defunto industriale Renato Galvani, gestisce gli affari di una delle famiglie più ricche dell'Emilia. La cooperativa stava restaurando per i Galvani un libro d'ore quattrocentesco di grande pregio. Aveva avuto frequenti contatti con Rita per i tempi e i costi del restauro. Tre giorni dopo l'omicidio, ha ritirato il manoscritto in tutta fretta.

Don Eligio Sacchetti

Don Eligio Sacchetti, 67 anni

SacerdoteBibliotecario Archiginnasio

Vecchio amico di Rita Soldati. Ex collega ai tempi in cui Rita lavorava all'Archiginnasio negli anni Ottanta. La sera del 14 novembre ha cenato con lei al ristorante Cesarina in via Santo Stefano. È l'ultima persona ad averla vista viva fuori dal laboratorio.

Anna Rita Soldati

Anna Rita Soldati, 32 anni

Figlia della vittimaResidente a Berlino

Unica figlia di Rita, vive a Berlino dove lavora come traduttrice. Rapporto difficile con la madre da anni. Era a Berlino la notte dell'omicidio (alibi confermato). È arrivata a Bologna stranamente preparata, con tutta la documentazione per la successione già ordinata.

4. Interrogatori — Round 1

Caterina Vallone

Q: Dove si trovava la sera del 14 novembre tra le 21 e le 23?
A: A casa mia, in via Castiglione. Stavo lavorando ai bilanci della cooperativa. Da sola.
Q: Qual era il suo rapporto con Margherita Soldati negli ultimi mesi?
A: Eccellente, come sempre. Rita ed io eravamo le due colonne della cooperativa. Avevamo i nostri attriti, certo, ma andavamo d'accordo su tutto ciò che contava.
Q: La signora Soldati le aveva mai parlato di problemi con un cliente o con un collega recentemente?
A: No. Era preoccupata per il libro d'ore Galvani, diceva che era un lavoro complicato. Niente di più.
Q: Perché quel pomeriggio è uscita prima del solito dalla cooperativa?
A: Avevo un mal di testa. Volevo lavorare ai conti da casa, in tranquillità.

Stefano Bertacchi

Q: Cosa ha fatto la sera del 14 novembre dopo l'orario di chiusura?
A: Sono rimasto in laboratorio fino alle 19:30 circa per finire un'urgenza, poi sono andato in pizzeria Da Tony in via Saragozza. Ho cenato da solo, ho pagato. Sono tornato a casa a piedi e ho letto fino a tardi.
Q: È più tornato in cooperativa quella notte?
A: No. Mai. Sono rientrato la mattina dopo, alle 7. È stato allora che... ho trovato Rita.
Q: Che rapporto aveva con la signora Soldati?
A: Lei era... più di una maestra. Mi ha cresciuto professionalmente. Quando mio padre se n'è andato, lei è stata una specie di seconda madre. (pausa) Non riesco ancora a credere che sia successo.
Q: Sa se Rita aveva problemi con qualcuno in particolare?
A: Era una donna forte, faceva nemici per professione. Ma niente di concreto. Niente che giustifichi questo.
Q: La tazzina trovata sul tavolo di Rita era stata usata da lei?
A: No. Io bevo il caffè in cucinetta, non in laboratorio. È regola di Rita stessa: niente liquidi vicino ai libri. Non capisco perché ci fosse.

Lorenzo Marfisi

Q: Dove si trovava la notte del 14 novembre?
A: Al bar Voltone, dalle 19 fino a... non lo so, forse mezzanotte. Avevo bevuto troppo.
Q: I camerieri dicono che è uscito intorno alle 21 per circa due ore.
A: (esita) Sono uscito a prendere aria. Mi sentivo male. Ho vomitato in via dell'Indipendenza. Poi sono tornato. Non ricordo molto altro.
Q: È vero che la settimana prima Rita Soldati l'aveva rimproverata davanti a tutti?
A: Sì. Mi aveva umiliato per un errore stupido. L'ho odiata in quel momento. Ma odiare qualcuno e fargli del male sono cose diverse.
Q: Dove si trovava esattamente tra le 21 e le 23? I camerieri del Voltone la collocano fuori dal bar per quasi due ore.
A: (lunga pausa) Mia madre era ricoverata d'urgenza al Sant'Orsola quella sera. Infarto. L'ho saputo per telefono mentre ero al bar. Sono andato in farmacia di turno in via Rizzoli a prendere dei medicinali che mi aveva chiesto mia sorella. Poi sono passato dall'ospedale, sono rimasto un'ora, e sono tornato al Voltone perché non sapevo dove altro andare. Non l'ho detto perché non voglio che mia madre finisca nei giornali.
Q: Stava cercando lavoro altrove?
A: ... no.
Q: Questa versione è verificabile?
A: Sì. C'è il ricovero, ci sono le ricevute della farmacia, ci sono gli infermieri. Verificate pure.

Pietro Galvani

Q: Quando ha visto Rita Soldati per l'ultima volta?
A: Una settimana prima della sua morte, in cooperativa. Discussione tecnica sul restauro del libro d'ore di famiglia. Niente di personale.
Q: Perché tre giorni dopo la sua morte ha ritirato il manoscritto in tutta fretta?
A: Era un oggetto di grande valore, non potevo lasciarlo in un laboratorio senza la sua direttrice. È una decisione di buon senso, non un'azione sospetta.
Q: Ha mai avuto contatti diretti con il restauratore Stefano Bertacchi al di fuori della cooperativa?
A: No. Tutti i miei rapporti passavano sempre attraverso Rita.

Don Eligio Sacchetti

Q: Può confermare di aver cenato con Rita Soldati la sera del 14 novembre?
A: Assolutamente sì. Al ristorante Cesarina, in via Santo Stefano. Abbiamo il tavolo fisso il martedì. Siamo arrivati verso le otto e ce ne siamo andati verso le dieci e un quarto. L'ho salutata all'angolo con via Farini.
Q: Come la trovò quella sera?
A: Preoccupata. Non come al solito. Rita era sempre franca, ma quella sera sembrava... trattenere qualcosa. Mi ha detto che stava lavorando su una questione delicata e che aveva preso "alcune precauzioni". Non ha voluto entrare nei dettagli.
Q: Le ha lasciato qualche indicazione, qualcosa da fare o da custodire?
A: (pausa) Qualche settimana fa mi ha mandato un'email con un allegato. Mi ha detto di non aprirlo, di tenerlo al sicuro, e di aprirlo solo se non si fosse fatta viva per più di tre giorni. Non capivo a cosa si riferisse. Adesso capisco che avrei dovuto prendere quella richiesta più sul serio.
Q: Ha ancora quell'email?
A: Sì. Non l'ho toccata. È ancora lì, nell'archivio della mia posta.
Q: Ha idea di che tipo di file fosse l'allegato?
A: Lei mi aveva detto solo che erano fotografie. Molte fotografie. Non mi ha spiegato di cosa.
Q: Può confermare che eravate entrambi al ristorante Cesarina quella sera?
A: Il ristorante ha il nostro tavolo registrato ogni martedì da oltre quindici anni. Possono verificare. Siamo stati lì insieme.

5. Le prove

Le prove vengono sbloccate progressivamente man mano che l'indagine procede. Sblocca ogni fase quando il gruppo è pronto.

FASE 1 — Prove iniziali
PROVA 01
SCENA DEL CRIMINE
Scena del crimine
scena 01 — 15/11/2018 07:30
PROVA 02
OGGETTO

Tazzina da caffè in porcellana bianca — trovata sul tavolo del laboratorio, vicino al corpo. Lavata accuratamente. Nessuna impronta utile. Tracce minime di residuo organico compatibili con caffè e con benzodiazepine non identificabili nella matrice.

PROVA 03
REGISTRO INGRESSI

Registro elettronico della porta principale della cooperativa, giornata del 14 novembre:

Nota investigativa: il registro elettronico monitora solo la porta principale. L'edificio dispone anche di una porta laterale di servizio, accessibile con chiave fisica posseduta da Soldati, Vallone e Bertacchi.

FASE 2 — Approfondimento
PROVA 04
DOCUMENTO FISCALE

Scontrino fiscale — Pizzeria Da Tony, via Saragozza 18 — rinvenuto accartocciato nel cestino della spazzatura del laboratorio il mattino del 15 novembre, durante il primo sopralluogo.

Data: 14/11/2018 — Orario: 20:30
Coperti: 1 — Totale: €14,50 (pizza margherita + acqua naturale 0,5L)
Nome/firma sul retro: illeggibile.

Nota investigativa: lo scontrino colloca un cliente solitario alla pizzeria Da Tony alle 20:30. Bertacchi ha dichiarato di aver cenato in quella pizzeria la sera del 14 e di essersi recato direttamente a casa. La distanza tra la pizzeria e il laboratorio di via dei Libri Antichi è di circa 18 minuti a piedi. Nessun ingresso è registrato dalla porta principale dopo le 19:30.

PROVA 05
CCTV
CAM-03 / V.LIBRI ANTICHI EST
● REC
CCTV
14/11/2018 21:02
PROVA 06
FARMACO

Verifica farmaceutica: il Lorazepam riscontrato nel sangue della vittima non corrisponde ad alcuna prescrizione attiva a nome di Margherita Soldati. La verifica delle farmacie del centro storico nelle ultime sei settimane ha rilevato due acquisti di Lorazepam su prescrizione: uno a nome di un medico di base in pensione, uno a nome di Stefano Bertacchi (prescrizione del 03/10/2018, motivazione: "ansia generalizzata"). Bertacchi non risulta in cura psichiatrica continuativa.

PROVA 07
DOCUMENTO

Estratto dell'agenda di Rita Soldati, ricostruita dal calendario digitale:

L'appuntamento del 15 novembre con S.B. non era stato comunicato a nessun altro collega. La voce "Comunità Ebraica" non è stata spiegata da nessuno degli intervistati. L'unico contesto in cui Rita lavorava con archivi legati alla storia e alla provenienza dei manoscritti potrebbe suggerire una connessione con il lavoro in corso.

FASE 3 — Verità finale
PROVA 08
DIGITALE

Computer di Rita Soldati (laboratorio): la macchina risultava accesa al ritrovamento ma in stato di "sessione chiusa". L'analisi del disco ha rivelato che, la sera del 14 novembre alle ore 21:36, qualcuno ha cancellato dalla cartella "RESTAURI/GALVANI/2018" l'intero archivio fotografico digitale del libro d'ore (157 immagini ad alta risoluzione, scattate prima dell'inizio del restauro). Il cestino è stato svuotato. Le immagini non sono recuperabili dal disco locale.

Nessuna delle persone interrogate ha saputo spiegare perché qualcuno avrebbe dovuto cancellare le foto preliminari di un restauro in corso.

PROVA 09
SMS

SMS inviato da Rita Soldati alla figlia Anna Rita Soldati, 12 novembre 2018, ore 22:47 (recuperato dal cellulare della figlia):

"Anna, se mi succede qualcosa di strano nelle prossime settimane, parla con padre Eligio. Ha lui le cose che contano. Non te lo spiego ora. Forse mi sto facendo prendere dalla paranoia. Forse no. Ti voglio bene. Mamma."

La figlia ha dichiarato di non aver dato peso al messaggio. Don Eligio, interrogato, ha confermato di aver ricevuto comunicazioni da Rita nelle settimane precedenti ma di non aver ancora capito a cosa la signora Soldati alludesse.

6. Articolo di stampa

Il Resto del Carlino

Restauratrice trovata morta in laboratorio. Mistero in via dei Libri Antichi

Margherita Soldati, 58 anni, fondatrice della cooperativa Aldina Restauri, rinvenuta all'alba dai colleghi. La Procura indaga: incidente o omicidio?

BOLOGNA — Una figura conosciuta nel mondo della cultura cittadina. Una professionista che aveva fatto del restauro dei libri antichi una vera e propria scuola. Margherita "Rita" Soldati è stata trovata senza vita ieri mattina, poco dopo le sette, nel laboratorio degli incunaboli della cooperativa Aldina Restauri, in via dei Libri Antichi 7.

A scoprire il corpo, due dei suoi più stretti collaboratori, Stefano Bertacchi e Caterina Vallone. "Sembrava una caduta accidentale, all'inizio", racconta una vicina di laboratorio. "Poi è arrivata la polizia, e si è capito che la cosa era più complicata."

I colleghi della cooperativa la descrivono come "una donna severa ma giusta, una maestra rara". Negli ultimi mesi, secondo alcune testimonianze raccolte fra gli artigiani della zona, la Soldati appariva preoccupata. "Lavorava su qualcosa di importante", dice un libraio antiquario di via San Felice. "Mi aveva chiesto un consiglio su come verificare la provenienza di un manoscritto. Sembrava più nervosa del solito."

La Procura mantiene il massimo riserbo. La famiglia, rappresentata dalla figlia Anna Rita, residente in Germania, è arrivata in città in serata.

— Marco Tedeschi, cronista

7. Testimonianze anonime

Testimonianza A — pervenuta via telefono, anonima

"Sono una persona che frequenta abitualmente il bar Voltone. La sera di mercoledì 14 novembre c'era quel ragazzo che lavora con la Soldati, Lorenzo, l'ho riconosciuto perché viene spesso. Era ubriaco fradicio. Verso le nove e mezza è uscito di corsa, col cellulare in mano, visibilmente agitato. È rimasto fuori parecchio. Quando è tornato, dopo le undici, era pallido come un morto. Non ho voluto chiamare prima perché non volevo essere coinvolta, ma me lo sentivo di dirlo."

Testimonianza B — pervenuta via lettera, mittente anonimo

"Caterina Vallone non è mai stata una persona pulita. Da mesi sta organizzando di portarsi via i clienti migliori della cooperativa per fondarne una sua. Rita lo aveva scoperto e le aveva detto: 'O smetti, o ne paghi le conseguenze.' Cercate i documenti contabili che Caterina ha 'sistemato' la sera del 14. Lei sa cosa intendo."

8. Timeline pubblica (ricostruita dalla polizia)

17:30 Rita Soldati esce dalla cooperativa per fare la spesa.
17:45 Caterina Vallone esce dalla cooperativa, dichiarando mal di testa. Va a casa propria.
18:30 Lorenzo Marfisi esce. Si reca al bar Voltone.
19:30 Stefano Bertacchi esce dalla cooperativa. Va in pizzeria Da Tony in via Saragozza (ricevuta confermata).
20:00 Rita Soldati cena al ristorante Cesarina con Don Eligio Sacchetti.
20:45–21:00 Buco temporale: nessuno conferma dove fosse Stefano Bertacchi tra l'uscita dalla pizzeria e il rientro a casa.
21:02 Rita Soldati entra dalla porta principale della cooperativa (CCTV).
21:00–22:30 Finestra del decesso (referto medico-legale).
21:30 Lorenzo Marfisi esce dal bar Voltone, secondo una testimonianza anonima. Rientro intorno alle 23.
21:36 Qualcuno cancella dal computer di Rita le 157 foto digitali del libro d'ore Galvani (analisi forense).
06:50 Stefano Bertacchi entra in cooperativa.
07:00 Caterina Vallone entra in cooperativa.
07:15 Bertacchi e Vallone trovano il corpo. Allertano il 113.

9. Mappa relazioni

Rita Soldati
RITA
Soldati
Caterina Vallone
Caterina
Vallone
Stefano Bertacchi
Stefano
Bertacchi
Lorenzo Marfisi
Lorenzo
Marfisi
Pietro Galvani
Pietro
Galvani
Don Eligio Sacchetti
Don
Eligio
Anna Rita Soldati
Anna Rita
Soldati
Socia / uscita prima del solito quel pomeriggio
Allievo prediletto / rimasto in lab per un'urgenza
Junior / rimproverato pubblicamente da Rita
Cliente / ha ritirato il manoscritto dopo l'omicidio
Amico storico / ultima cena con Rita
Figlia / arrivata già con documenti successione
Restauro libro d'ore Galvani

VERDETTO FINALE